Articoli di maggio 2015

Disoccupati ai fornelli con un corso di cucina

Disoccupati ai fornelli con un buon corso di cucina

Sopravvivere alla mancanza di lavoro con un corso di cucina è possibile… Leggete qua come…

Cosa fare una volta finita l’università? Quanti di noi se lo sono chiesti una volta preso il diploma di laurea (soprattutto se il diploma in questione riguarda le Lettere)? Bisognerebbe trovare un lavoro ma, ammettiamolo, di questi tempi è più semplice far passare un cammello per la cruna di un ago che essere stipendiati in maniera regolare. E allora perché, nel mentre che inviamo curriculum su curriculum, sperando che qualche santo ci prenda, non frequentiamo un bel corso di cucina base in modo che, pure se nel frigo c’è quasi il deserto dei tartari e nella credenza un pacco di pasta che è sul punto di fare le farfalle, almeno per una sera avremmo saputo arrangiarci e potremmo dire di essere sazi?

Disoccupati ai fornelli con un buon corso di cucina

Sopravvivere alla mancanza di lavoro con un corso di cucina

Quanti di noi indecisi sul da farsi, si sono ritrovati ad aprire la classica scatoletta di tonno, rischiando di mutilarsi? Quanti di noi volendo mettersi alla prova, non hanno quasi rischiato di dare fuoco a casa? A me è successo, non una sola volta… Ecco perché mi sono deciso a frequentare un corso che mi rendesse capace almeno ad accendere i fornelli. Vi racconto quindi la mia storia… Ho sempre avuto una passione per il cibo e mi ha sempre affascinato vedere mia nonna, mia madre preparare le pietanze con la scrupolosa attenzione di uno scienziato, ma anche con la semplice dimestichezza di una casalinga che ha appreso da tempo le basi del mestiere.

Ero stanco però di mangiare e basta… Volevo apprendere la sacra arte dei fornelli. Ho cominciato allora a guardare su Internet se ci fosse qualcosa che potesse fare al caso mio. Sareste veramente sorpresi nel constatare quanti corsi o lezioni singole di cucina vengano organizzati da scuole specifiche, ristoranti attrezzati per l’occasione o, addirittura, la Regione. E così aggirandomi tra un corso sul sushi e una lezione monotematica con oggetto l’asparago, mi sono trovato a scegliere fra tre corsi per principianti.

Cosa mi ha spinto a preferire uno agli altri due? Sicuramente tre fattori:

  • 1) Rapporto quantità/prezzo. Se si è alle prime armi, bisogna iniziare dall’ABC, come sapere, per esempio, quando salare l’acqua. Perciò, invece che seguire un corso da cinque lezioni a 250 €, seguitene uno da dieci allo stesso prezzo;
  • 2) Rapporto qualità/prezzo. Il programma offerto è molto importante. Preferitene uno dettagliato a uno confuso; preferitene uno che centri il vostro obiettivo a uno che vi faccia odiare lo spadellare e friggere le pietanze;
  • 3) Serietà. Molte associazioni improvvisano corsi senza però avere locali, strumentazioni adeguate e insegnanti capaci. Se non trovate recensioni sul Web, fareste bene a farvi un giretto sul luogo del delitto, prima d’iscrivervi e pentirvi.

Se farete attenzione a questi piccoli consigli, sarete più che soddisfatti. E soddisferete anche chi vi sta accanto. Penso non esista piacere più grande che sentire chiedervi il bis dalle persone a cui preparate da mangiare. D’altronde, come ho letto in una graphic novel dal titolo Acquolina-La mia vita tra i fornelli, “Il cibo è felicità, conforto, energia e – perché no? – un ottimo strumento di corruzione”.

Gabriele Fortuna

Curriculum europeo, 4 motivi per evitarlo

E' davvero così utile il Curriculum europeo

Qualche settimana fa abbiamo affrontato il tema del Curriculum Vitae, spiegando come scriverlo e come presentarlo. Abbiamo parlato di Curriculum online, infografica, Curriculum social e altri, ma non abbiamo affrontato uno dei più diffusi, il Curriculum europeo: sebbene sia largamente richiesto e utilizzato, ha diversi punti deboli per cui non è sempre consigliato adottarlo, ma anzi sarebbe meglio evitarlo.

E' davvero così utile il Curriculum europeo

4 motivi per evitare il Curriculum europeo

Quante volte esaminando un’inserzione avrai letto ‘si accettano solo Curricula in formato europeo‘ ? E’ una verità, ma purtroppo NON una buona verità. Il Curriculum europeo come la sua evoluzione Europass è un CV non adatto a tutti, ne’ dal punto di vista dei candidati ne’ da quello delle aziende che assumono. Non piace, ma continua ad essere utilizzato perchè è uno standard, dal sapore quasi masochistico. Sono 4 i maggiori punti di debolezza che minano la sua utilità:

Punto 1 – non mostra chi sei veramente

Con la sua austera struttura standard mira a uniformare, impedendo a chiunque la possibilità di distinguersi. Presentandoti in modo freddo e impersonale non mette in luce la tua vera personalità, le tue attitudini e le tue ambizioni, in quanto presentare solo le tue esperienze lavorative e la tua formazione non basta. In tanti ambienti specialmente creativi l’essere uniformi non aiuta ma al contrario penalizza. Questo standard non funziona, perchè il presentarti per ciò che sei davvero è fondamentale.

Punto 2 – è poco gestibile per i candidati

Con il suo formato unico e fisso rende difficile la sua compilazione in quanto, specialmente se sei alle prime armi e hai poca o nessuna esperienza lavorativa, tendi a lasciare vuoti dei campi o a riempirli con informazioni improvvisate o non veritiere. Questo fattore impedisce inoltre di mettere in risalto i tuoi punti di forza, che dovrai tralasciare per adeguarti ai campi da compilare.

Punto 3 – è poco funzionale per le aziende

Con un formato che presenta 1/3 di spazio di soli titoli, ti consente di compilarlo solo per i restanti 2/3 della pagina, il che lo rende particolarmente lungo in caso abbia intenzione di inserire molte informazioni e/o molte esperienze. Questo non giova le aziende, che avendo a che fare con montagne di lunghi Curricula impiegheranno molto più tempo per la selezione, durante la quale quelli in formato europeo potrebbero essere i primi ad essere scartati.

Punto 4 – è una convinzione italiana

Con la promessa di far trovare un posto di lavoro prima degli altri, il Curriculum europeo rappresenta un’ennesima convinzione italiana secondo la quale il ‘come si è sempre fatto‘ sia il modo migliore di fare le cose, dileggiando quindi le altre forme di CV che (fortunatamente) sono tanto in voga tra creativi, artisti e altre figure professionali. Considerando poi il fatto che fuori dall’Europa e anche in alcuni paesi europei non è visto di buon occhio, è un valido motivo per non presentarlo neanche in Italia.

Meglio scegliere un altro Curriculum?

A meno che non ti venga espressamente richiesto in un’inserzione a cui sei interessato, NON inviare un Curriculum europeo, bensì studia altri modi per presentarne uno, che sia un formato semplice o uno creativo. La cosa più importante qualunque tipologia sceglierai, specialmente se hai esperienze di lavoro saltuarie o sei stato fermo per molto tempo, è mettere in risalto il meglio di te così da farti notare.

Argomenti noiosi, come affrontarli?

Come rendere interessanti degli argomenti noiosi

Succede spesso nella mentalità di un blogger che si vada alla ricerca del post perfetto, in quanto chi lo crea vuole attirare visitatori, mentre chi lo legge ha bisogno di informazioni di qualità. E’ una verità, ma è anche vero che secondo uno studio della Blue Nile Research il 27% delle ricerche viene effettuato facendo una domanda: ecco che così anche argomenti noiosi hanno alti tassi di ricerca, è quindi importante renderli interessanti e coinvolgenti.

Come rendere interessanti degli argomenti noiosi

Come rendere interessanti degli argomenti noiosi

Tutorial e how-to nascono dall’esigenza di quel 27% di ricerche di avere risposte a specifiche domande, divenendo perciò fonti attendibili e di qualità rispondendo ad un determinato bisogno, ancor più se urgente o di nicchia. E’ altrettanto vero però che tali fonti presentino spesso argomenti noiosi, semplici, elementari e scritti oltretutto in modo dozzinale e particolarmente prolisso (come fare, come risolvere, come scaricare.. domande ripetute allo sfinimento) e quindi poco accattivanti da creare engagement o per essere condivisi sui social.

Ecco che nasce quindi, non solo per un buon posizionamento sui motori di ricerca ma anche per generare traffico qualificato e coinvolgimento, la necessità di rendere interessanti questi argomenti noiosi. Che sia un tutorial per risolvere un problema reale (giardinaggio, cucina, fai da te, ecc..) o una guida per un software o un problema informatico (eliminare un virus, ottimizzare un sito, modificare una foto, ecc..) è importante seguire alcune regole affinchè il nostro lavoro risulti affidabile e valido, ossia:

  • ascoltare il pubblico che fa domande commentando o scrivendoci, seguendo quindi eventuali feedback di qualunque natura essi siano;
  • creare sondaggi qualitativi e sugli argomenti affrontati, così da coinvolgere i lettori e capire le loro opinioni;
  • scrivere contenuti lunghi e dettagliati spiegando bene i passaggi e utilizzando immagini, oppure infografiche o filmati se disponibili;
  • riprendere e scomporre l’argomento in più post per approfondire ogni singolo aspetto;
  • menzionare esempi reali sull’argomento di riferimento, così che il contenuto sia anche informativo e istruttivo;
  • utilizzare il fattore quantitativo utilizzando numeri nel titolo ed evidenziandoli nel contenuto (es. 5 modi per….. );
  • pianificare ed essere costanti nella scrittura di contenuti per fidelizzare il pubblico.

Una buona scrittura per rendere interessanti i nostri contenuti

Il web offre opportunità per portare la propria conoscenza agli altri e accrescerla attraverso quella altrui, qualunque sia il nostro argomento è quindi importante valorizzare i nostri contenuti in modo costruttivo, per renderli interessanti e far si che si possa diventare, presto, un punto di riferimento.

Storytelling, l’esperienza di una storia

Storytelling, l'arte di raccontare

Nelle scorse settimane abbiamo parlato di scrittura per il web e di presenza online, di quanto sia importante essere coerenti in ciò che si fa, essere presenti e creare un certo legame con i nostri lettori, seguendoli e ascoltando le loro richieste. A tutto questo si unisce lo storytelling, cioè la capacità di narrare e raccontare una storia, facendo vivere un’esperienza e trasmettendo delle emozioni.

Storytelling, l'arte di raccontare

Trasmetti emozioni con lo storytelling

Tutti siamo capaci di scrivere qualcosa, è vero, ma non sempre di scrivere coinvolgendo e raccontando qualcosa che trasmetta emozioni. E’ proprio qui che entra in gioco lo storytelling, che porta al nostro lavoro una scrittura costruttiva, in grado di creare partecipazione emotiva da parte di chi ci legge. Deve nascere quindi un legame tra scrittore e lettore, così che si possa informare e contemporaneamente far vivere un’esperienza.

Affinchè questo avvenga, qualunque sia la natura della nostra storia (che sia una serata in un ristorante, le indagini di un delitto, un’epica battaglia medievale o si voglia semplicemente risolvere un problema reale) ci sono degli importanti punti da seguire nella narrazione:

  • dare fiducia al lettore facendoci conoscere;
  • colpire emotivamente con sensazioni umane (suspance, gioia, dolore, ecc..);
  • umanizzare i protagonisti dando loro aspetti riconoscibili nella vita reale;
  • creare empatia con situazioni reali, affinchè il lettore si immedesimi;
  • semplificare la storia liberandola da fronzoli vari ed elementi di disturbo;
  • far interpretare la storia al lettore a suo piacimento.

E’ ovvio, tuttavia, che tra le varie tensioni, suspance, colpi di scena ed emozioni resti sempre il fattore umano, in quanto ogni lettore è diverso dall’altro e può quindi avere reazioni differenti: proprio per questo diventa estremamente importante, anche in questo caso, settorializzare e scrivere le nostre storie in base a coloro che saranno i nostri lettori.

Come la storia può iniziare

Con gli anni e l’avvento dei social network lo storytelling ha avuto diverse evoluzioni, in quanto il web permette una migliore condivisione delle narrazioni. Un maggiore coinvolgimento quindi oltre che una maggiore visibilità, ma anche nuove forme, tra cui:

  • storytelling tutorial - mirato a risolvere uno specifico problema facendo da guida e dispensando consigli;
  • storytelling aziendale – basato sulla promozione di un brand o prodotto seguendo le regole di narrazione;
  • storytelling visuale – basato principalmente su foto, immagini e video di forte impatto visivo ed emotivo.

Non è facile, questo è vero, ma è un ottimo modo se non il migliore per guadagnare credibilità e affidabilità. Qualunque sia la tua idea inizia a scrivere la tua storia, armati di costanza, coerenza e di empatia, sii il primo ad immedesimarti nelle emozioni dei tuoi potenziali lettori, così che anche loro potranno immedesimarsi nelle tue e nella tua creazione.

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