Articoli di settembre 2015

Estate: 6 cose non fatte da fare nella prossima

Cosa fare nella prossima estate?

Recitava un famoso tormentone anni ’80, L’estate sta finendo, un anno se ne va… ln effetti, tempo pochi mesi e il 2015 volgerà al termine… Nel frattempo, saremo riusciti ad ottenere e mantenere uno straccio di lavoro? O continueremo nella disperata ricerca di questo Santo Graal che si chiama assunzione? E soprattutto, che faremo la prossima estate? Scacceremo lo stress lavorativo, concedendoci una meritata vacanza o scacceremo le zanzare, sognando con le foto della vacanza a Dubai postata da uno dei nostri amici di Facebook? In questo mare d’incertezza, voglio darvi almeno sei suggerimenti da mettere in atto, e male che vi va, li tenete in caldo per gli anni avvenire.

Cosa fare nella prossima estate?

Cosa non avete fatto quest’estate ma che farete la prossima

Cominciamo:

1) L’estate non è solo lo stare immobili sotto al sole come le lucertole o il sorseggiare un Mojito tra un selfie e un altro, mentre lo stabilimento mette su una qualsiasi compilation Buddha Bar, ma anche coltivare interessi che per il resto dell’anno abbiamo accantonato. Quindi, qualsiasi sia la vostra passione, dallo scrivere al disegnare, dal fare il punto croce all’ingurgitare babà, dedicatevici: basta cercare nel favoloso mondo web per trovare un tutorial che faccia al caso vostro. E sia mai che poi troviate la vostra strada e a fare i tutorial siate voi;

2) Leggete. Leggere è un’attività che facciamo poco e male, distrattamente. Quanto fa bene, invece? Stimola la fantasia, rilassa… Insomma, meglio del valium. Quindi, riscoprite i classici, conoscete i contemporanei. Andate Alla ricerca del tempo perduto con La ragazza del treno (che non è quella che controlla se avete vidimato il biglietto o no). Certo, l’attività del leggere richiede che rubiate una fetta preziosa del vostro tempo, ma ricordate che non è mai sprecato quanto passarlo ad aggiornare la home di Facebook;

3) Prendete carta e penna e iniziate ad annotare fatti, visi: scrivete la vostra storia e anche un po’ quella degli altri. Ne potrebbe uscire una buona sceneggiatura o tutt’al più un diario/sfogo, migliore di qualunque seduta di psicanalisi, utilissima specialmente in una calda estate.

4) Uscite, fate vita mondana, e non per forza partecipando all’evento esclusivo alla Zecca dello Stato, ma anche solo andandovi a prendere una birra al pub vicino casa. Conoscete gente, di tutti i tipi. Potreste incontrare l’amico dell’amico del Ceo di Apple Italia che vi fa avere un colloquio col grande capo;

5) Partite, cambiate aria, anche se solo a Capocotta e per due giorni. Come dite? Capocotta non mi basta e sognate le discoteche d’Ibiza, la gnocca di Pag, il mare cristallino del Salento? Come siete antichi e conformisti. Basta con queste mete oramai spalmate pure sul cartone del latte. Là fuori, c’è un intero mondo da esplorare. Quindi, perché non munirsi di uno zaino con il minimo indispensabile e attraversare l’Europa in interrail? O perché non andare alla scoperta di uno dei tanti borghi che la nostra bella Italia offre? Vi assicuro che l’anima si rinfranca e gli occhi ve li rifate anche così;

6) Staccate la spina, da tutto e da tutti. Dallo smartphone che ormai sostituisce il cuscino nel letto; dagli amici che visualizzano e non rispondono; dagli ex che sperano che l’unica vacanza che vi possiate permettere sia nel deserto e senza acqua; dai genitori che sono rimasti al Paleozoico e ti chiedono ancora se hai fatto i compiti; dal cervello, affaticato sia d’estate che d’inverno più di quanto non vi voglia far ammettere. Perché le vere vacanze sono quelle che ci prendiamo da noi stessi, principali fonti di ansie e preoccupazioni.

Magari, seguendo questi semplici consigli, l’autunno avrà un sapore diverso da quello nostalgico e malinconico con cui l’abbiamo sempre percepito. Non mi resta quindi che augurarvi buone (future) vacanze!

Gabriele Fortuna

Fotografia, un aiuto perfetto

Passione per la fotografia

Non è mai una buona idea sprecare il tuo tempo senza fare nulla, specialmente quando ti senti davvero triste e solo. Non è mai una buona idea chiuderti in te stesso e restare inerte in casa, con la tua noia e solitudine come se fossero le tue uniche amiche. In momenti come questi, prova a farti qualche domanda:

  • Vuoi affrontare il problema? Non esitare e FALLO ADESSO!
  • Come? Perchè non provi a uscire di casa per un po’ con la tua macchina fotografica?
  • Non hai la macchina fotografica? Prendi il cellulare e vai da qualche parte che non sia casa tua!

Non importa quello che userai, la cosa più importante è fotografare!

Passione per la fotografia

Scopri la gioia della fotografia

Non importa se hai una compatta, una reflex, un buon cellulare o altro, il tuo obiettivo è fotografare, ovunque tranne che a casa. Come ben sai, la fotografia è in molti casi una passione individuale, quindi, se tutti i tuoi amici sono impegnati in altro o non hanno tempo e te resti solo, perchè non provare? Molto meglio che lasciarti andare, non credi?

Prendi la tua macchina fotografica, prendi un treno o vai in macchina, o a piedi se vuoi, e cerca un posto a tuo piacimento. Avrai solo poche cose da fare:

  • cammina e scopri il posto, che tu lo conosca già o meno;
  • abbandonati in esso e dimentica i tuoi cattivi pensieri;
  • pensa solamente alle foto che vuoi scattare;
  • scatta una fotografia come l’hai pensata nella tua mente;
  • guardala e sii felice di essa;
  • scatta un’altra fotografia;
  • continua a scattarne altre;
  • impegnati a farne sempre di migliori!

Fotografare i dettagli

Non è difficile, non hai rischi da correre. Prenditi solo un po’ del tuo tempo e rilassati, vedrai i risultati: una volta a casa, potrai sfoggiare le tue nuove fotografie su Facebook, Instagram o ovunque vuoi; inoltre, fermati per un minuto e realizza che, a dirla tutta, la tua mente è completamente sgombera ed i tuoi cattivi pensieri scomparsi.

Ti sei sbarazzato dei tuoi problemi infatti, grazie alla passione per la fotografia. E se dovessero tornare? E se ti trovassi di nuovo nella stessa situazione? Non pensarci più di tanto e fallo di nuovo, non dimenticarlo mai!

Kuuasema presenta Supersonic

Kuuasema presenta Supersonic

Kuuasema, studio finlandese di sviluppatori di videogiochi indie, è lieto di presentare Supersonic, un semplice e adrenalinico gioco con grafica stile neon che si basa tutto su musica e velocità, con una meccanica su binari che crea percorsi in base alla tua musica preferita.

Kuuasema presenta Supersonic

Sfreccia a ritmo di musica con Supersonic di Kuuasema

Supersonic ha una meccanica estremamente semplice: scegli il tuo percorso e parti a tutta velocità! Ti ritroverai sin da subito in un contesto 3d tubulare e futuristico, in cui sfreccerai raccogliendo bonus per incrementare il tuo punteggio evitando poi ostacoli come mine, che azzereranno il tuo moltiplicatore, o muri, che in base alla modalità di gioco azzereranno i tuoi bonus o ti porteranno al Game over. Il gioco è accompagnato dalla musica elettronica del collettivo finlandese Kitkaliitto, ma puoi anche giocare a ritmo della tua musica preferita nel tuo smartphone.

Esistono 3 modalità di gioco:

  • Blitz: 30 secondi per raccogliere più bonus possibili per aumentare il tuo punteggio e recuperare tempo, il tutto per raggiungere lo stato Supersonic e rallentare il suo scorrere, mentre finendo contro un muro perderai l’energia raccolta;
  • Classic: sfreccia su tracciati vari e raccogli gemme per moltiplicare il tuo punteggio sempre più, ma occhio a non cozzare contro un muro altrimenti per te sarà subito Game over;
  • Mixtape: scegli la tua musica preferita e corri su tracciati creati su misura per essa, avendo il diritto di scegliere tra qualcosa di realmente adrenalinico e veloce o qualcosa di più rilassante.

Schermata di gioco di Supersonic

Il gioco contiene un’esigua quantità di pubblicità, per niente invasiva, ma se vuoi sbarazzartene Kuuasema ha a disposizione per te una versione ad-free al modico costo di 1 o 2 € a seconda del tuo sistema. Ha inoltre requisiti di sistema e spazio di archiviazione particolarmente bassi ed è quindi adatto per ogni tipo di dispositivo.

Supersonic è disponibile per Android e per iOS sia in versione free che da acquistare. Vuoi mettere alla prova i tuoi riflessi con la musica che più ti piace? Questa è l’occasione per te!

Call center, i cattivi contro i buoni

Capire bene quale call center scegliere è estremamente importante

Disoccupazione, tema caldo quanto attuale. Anche nelle grandi città il lavoro latita e pur avendo la ferma volontà le possibilità disponibili sono scarse o nulle. Specialmente se non hai grande esperienza lavorativa non è facile trovare opportunità valide, ma ecco che puntualmente arriva l’occasione: ‘call center assume n. persone, inizio immediato anche senza esperienza‘ . E’ solo uno dei tantissimi annunci che si trovano per posti di lavoro in call center, ma cosa nascondono in realtà questi luoghi misteriosi? Sono bene o male? Capiamolo insieme.

Capire bene quale call center scegliere è estremamente importante

La verità dietro i call center

Puoi essere laureato con lode, master e quant’altro, ma se non trovi lavoro prima o poi ti ritrovi, forse anche per disperazione, a buttarti in uno dei tanti call center. Ne esistono sostanzialmente di due tipi:

 

Vendita, promozione e fidelizzazione

I primi sono paradossalmente tra le pochissime aziende a dare lavoro, promettendo posti facili anche senza esperienza. Ma la cosa è spesso una facciata in quanto in realtà, una volta dentro, ti ritrovi in un giro di schiavitù perverso se non illegale.

Stipati a fare un lavoro mentalmente usurante, è la schiavitù dei call center

Nel 95% dei casi, il call center di vendita presenta queste caratteristiche:

  • richiede 50-100-200 persone per volta cercando la cosiddetta carne da cannone, ossia persone facilmente rimpiazzabili in caso di licenziamento avendo scarsa considerazione delle loro vite in generale, sei in pratica un numero senza arte ne’ parte;
  • svolgi un lavoro estremamente ripetitivo e mentalmente logorante, cioè quello di chiamare a casa di privati (o cellulare) disturbando a qualunque ora possibile immaginabile dal lunedi al sabato a volte anche domenica, per millantare abbonamenti telefonici, televisivi o assicurativi, beni alimentari come olio, vino, surgelati o altro ancora, il tutto tra frustrazione estrema beccandoti parolacce e insulti a profusione, ma per i responsabili è tutto normale perchè ragionano su grandi numeri (come cantava Gianni Morandi, ..uno su mille ce la fa..);
  • non sei solo un numero come già detto ma diventi un vero e proprio automa, impossibilitato ad esternare le tue emozioni svolgendo quindi meccanicamente il tuo lavoro, spesso senza neanche rapporto umano coi colleghi, giudicato da tanti responsabili controproducente;
  • il tuo spazio di lavoro è ridotto all’osso in quanto sei stipato in un minuscolo cubicolo che non ti permette neanche di sistemarti con la sedia, e guai a te se provi ad alzarti o a toglierti la cuffia;
  • ti riempiono la testa di frasi motivazionali, per poi continuare a non avere la minima considerazione di te;
  • è un lavoro mirato solo ed esclusivamente al profitto, puoi essere presente tutti i giorni, essere corretto e diligente, ma se non vendi tutto ciò non conta nulla e vieni di conseguenza defenestrato;
  • se le cose vanno bene e si è ottenuto un buon risultato i meriti li prendono tutti, ma se le cose vanno male le colpe vanno solo ai dipendenti;
  • ti spetta uno stipendio misero basato sulle vendite effettuate e spesso senza neanche un fisso, ecco che quindi c’è il rischio di ritrovarti stanco, nervoso e frustrato senza portare neanche uno spicciolo a casa.

 

Interviste, sondaggi e ricerche

La disperazione può portarti a lavorare in un posto del genere, ma prova a guardare un po’ più in là e cercare lavoro in uno di quei call center che fanno ricerche e interviste. Per quanto possano sembrare simili, la musica cambia radicalmente.

Lavorare come intervistatore telefonico nei call center di ricerca

Un lavoro con CATI (computer-assisted telephone interviewing) presenta caratteristiche ben diverse dal suo rivale di vendita:

  • il numero di persone richieste e la frequenza di ricerca è minore, ma il lavoro che farai è maggiormente valorizzato, non sei quindi solo un numero;
  • seppur si tratti anche qui di effettuare telefonate in casa, a volte in orari un po’ scomodi, non devi vendere assolutamente nulla ma solo svolgere un’intervista su un preciso argomento, che può essere il consumo di benzina con l’automobile, il possesso di elettrodomestici in casa o altri ancora, sarà quindi molto più semplice trovare qualcuno che parli con te senza dover comprare nulla, contenendo così gli insulti ricevuti;
  • sebbene ci sia una scaletta da seguire in base al sondaggio da svolgere, puoi parlare più liberamente con l’intervistato senza puntare ad un preciso obiettivo (nell’altro caso la contrattazione), ma puoi al massimo andare veloce per terminare l’intervista qualora chi ti ascolta non abbia più tempo;
  • il tuo spazio di lavoro non è un ridotto cubicolo ma è spesso una scrivania più grande, che ti da’ maggiore possibilità di sistemarti;
  • il lavoro non è mirato al profitto ma al raggiungimento di un certo numero di interviste per concludere una ricerca di mercato, ma viene considerata anche la disponibilità e la tua effettiva presenza a lavoro, cosa che qui sei te a scegliere;
  • essendo un lavoro a progetto può avere una durata breve e il tuo stipendio sarà calcolato in base alla tua presenza, alle interviste completate o entrambe le cose, mentre se hai lavorato con correttezza e professionalità hai la possibilità di essere ricontattato per un progetto successivo.

Pensarci 10 volte prima di scegliere un call center, per non essere schiavizzati

In conclusione, sebbene non sia e non sarà mai il lavoro dei tuoi sogni, quello in un call center di sondaggi e ricerche è decisamente più umano e più corretto, con una mansione più informale e meno frustrante.

La disoccupazione richiede una reazione il prima possibile ma, come già detto parlando di lavoro sottovalutato, la dignità tua e del tuo lavoro hanno la priorità su ogni cosa. Ti serve un impiego? Ok, i call center danno lavoro anche subito, ma le differenze sono palesi, perciò scegli bene e pensaci almeno 10 volte prima di buttarti in un buco dove ti rubano anche l’aria che respiri!

close
Facebook Iconfacebook like buttonTwitter Icontwitter follow button