Disoccupati ai fornelli con un corso di cucina

Disoccupati ai fornelli con un buon corso di cucina

Sopravvivere alla mancanza di lavoro con un corso di cucina è possibile… Leggete qua come…

Cosa fare una volta finita l’università? Quanti di noi se lo sono chiesti una volta preso il diploma di laurea (soprattutto se il diploma in questione riguarda le Lettere)? Bisognerebbe trovare un lavoro ma, ammettiamolo, di questi tempi è più semplice far passare un cammello per la cruna di un ago che essere stipendiati in maniera regolare. E allora perché, nel mentre che inviamo curriculum su curriculum, sperando che qualche santo ci prenda, non frequentiamo un bel corso di cucina base in modo che, pure se nel frigo c’è quasi il deserto dei tartari e nella credenza un pacco di pasta che è sul punto di fare le farfalle, almeno per una sera avremmo saputo arrangiarci e potremmo dire di essere sazi?

Disoccupati ai fornelli con un buon corso di cucina

Sopravvivere alla mancanza di lavoro con un corso di cucina

Quanti di noi indecisi sul da farsi, si sono ritrovati ad aprire la classica scatoletta di tonno, rischiando di mutilarsi? Quanti di noi volendo mettersi alla prova, non hanno quasi rischiato di dare fuoco a casa? A me è successo, non una sola volta… Ecco perché mi sono deciso a frequentare un corso che mi rendesse capace almeno ad accendere i fornelli. Vi racconto quindi la mia storia… Ho sempre avuto una passione per il cibo e mi ha sempre affascinato vedere mia nonna, mia madre preparare le pietanze con la scrupolosa attenzione di uno scienziato, ma anche con la semplice dimestichezza di una casalinga che ha appreso da tempo le basi del mestiere.

Ero stanco però di mangiare e basta… Volevo apprendere la sacra arte dei fornelli. Ho cominciato allora a guardare su Internet se ci fosse qualcosa che potesse fare al caso mio. Sareste veramente sorpresi nel constatare quanti corsi o lezioni singole di cucina vengano organizzati da scuole specifiche, ristoranti attrezzati per l’occasione o, addirittura, la Regione. E così aggirandomi tra un corso sul sushi e una lezione monotematica con oggetto l’asparago, mi sono trovato a scegliere fra tre corsi per principianti.

Cosa mi ha spinto a preferire uno agli altri due? Sicuramente tre fattori:

  • 1) Rapporto quantità/prezzo. Se si è alle prime armi, bisogna iniziare dall’ABC, come sapere, per esempio, quando salare l’acqua. Perciò, invece che seguire un corso da cinque lezioni a 250 €, seguitene uno da dieci allo stesso prezzo;
  • 2) Rapporto qualità/prezzo. Il programma offerto è molto importante. Preferitene uno dettagliato a uno confuso; preferitene uno che centri il vostro obiettivo a uno che vi faccia odiare lo spadellare e friggere le pietanze;
  • 3) Serietà. Molte associazioni improvvisano corsi senza però avere locali, strumentazioni adeguate e insegnanti capaci. Se non trovate recensioni sul Web, fareste bene a farvi un giretto sul luogo del delitto, prima d’iscrivervi e pentirvi.

Se farete attenzione a questi piccoli consigli, sarete più che soddisfatti. E soddisferete anche chi vi sta accanto. Penso non esista piacere più grande che sentire chiedervi il bis dalle persone a cui preparate da mangiare. D’altronde, come ho letto in una graphic novel dal titolo Acquolina-La mia vita tra i fornelli, “Il cibo è felicità, conforto, energia e – perché no? – un ottimo strumento di corruzione”.

Gabriele Fortuna

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