Passioni

Estate: 6 cose non fatte da fare nella prossima

Cosa fare nella prossima estate?

Recitava un famoso tormentone anni ’80, L’estate sta finendo, un anno se ne va… ln effetti, tempo pochi mesi e il 2015 volgerà al termine… Nel frattempo, saremo riusciti ad ottenere e mantenere uno straccio di lavoro? O continueremo nella disperata ricerca di questo Santo Graal che si chiama assunzione? E soprattutto, che faremo la prossima estate? Scacceremo lo stress lavorativo, concedendoci una meritata vacanza o scacceremo le zanzare, sognando con le foto della vacanza a Dubai postata da uno dei nostri amici di Facebook? In questo mare d’incertezza, voglio darvi almeno sei suggerimenti da mettere in atto, e male che vi va, li tenete in caldo per gli anni avvenire.

Cosa fare nella prossima estate?

Cosa non avete fatto quest’estate ma che farete la prossima

Cominciamo:

1) L’estate non è solo lo stare immobili sotto al sole come le lucertole o il sorseggiare un Mojito tra un selfie e un altro, mentre lo stabilimento mette su una qualsiasi compilation Buddha Bar, ma anche coltivare interessi che per il resto dell’anno abbiamo accantonato. Quindi, qualsiasi sia la vostra passione, dallo scrivere al disegnare, dal fare il punto croce all’ingurgitare babà, dedicatevici: basta cercare nel favoloso mondo web per trovare un tutorial che faccia al caso vostro. E sia mai che poi troviate la vostra strada e a fare i tutorial siate voi;

2) Leggete. Leggere è un’attività che facciamo poco e male, distrattamente. Quanto fa bene, invece? Stimola la fantasia, rilassa… Insomma, meglio del valium. Quindi, riscoprite i classici, conoscete i contemporanei. Andate Alla ricerca del tempo perduto con La ragazza del treno (che non è quella che controlla se avete vidimato il biglietto o no). Certo, l’attività del leggere richiede che rubiate una fetta preziosa del vostro tempo, ma ricordate che non è mai sprecato quanto passarlo ad aggiornare la home di Facebook;

3) Prendete carta e penna e iniziate ad annotare fatti, visi: scrivete la vostra storia e anche un po’ quella degli altri. Ne potrebbe uscire una buona sceneggiatura o tutt’al più un diario/sfogo, migliore di qualunque seduta di psicanalisi, utilissima specialmente in una calda estate.

4) Uscite, fate vita mondana, e non per forza partecipando all’evento esclusivo alla Zecca dello Stato, ma anche solo andandovi a prendere una birra al pub vicino casa. Conoscete gente, di tutti i tipi. Potreste incontrare l’amico dell’amico del Ceo di Apple Italia che vi fa avere un colloquio col grande capo;

5) Partite, cambiate aria, anche se solo a Capocotta e per due giorni. Come dite? Capocotta non mi basta e sognate le discoteche d’Ibiza, la gnocca di Pag, il mare cristallino del Salento? Come siete antichi e conformisti. Basta con queste mete oramai spalmate pure sul cartone del latte. Là fuori, c’è un intero mondo da esplorare. Quindi, perché non munirsi di uno zaino con il minimo indispensabile e attraversare l’Europa in interrail? O perché non andare alla scoperta di uno dei tanti borghi che la nostra bella Italia offre? Vi assicuro che l’anima si rinfranca e gli occhi ve li rifate anche così;

6) Staccate la spina, da tutto e da tutti. Dallo smartphone che ormai sostituisce il cuscino nel letto; dagli amici che visualizzano e non rispondono; dagli ex che sperano che l’unica vacanza che vi possiate permettere sia nel deserto e senza acqua; dai genitori che sono rimasti al Paleozoico e ti chiedono ancora se hai fatto i compiti; dal cervello, affaticato sia d’estate che d’inverno più di quanto non vi voglia far ammettere. Perché le vere vacanze sono quelle che ci prendiamo da noi stessi, principali fonti di ansie e preoccupazioni.

Magari, seguendo questi semplici consigli, l’autunno avrà un sapore diverso da quello nostalgico e malinconico con cui l’abbiamo sempre percepito. Non mi resta quindi che augurarvi buone (future) vacanze!

Gabriele Fortuna

Fotografia, un aiuto perfetto

Passione per la fotografia

Non è mai una buona idea sprecare il tuo tempo senza fare nulla, specialmente quando ti senti davvero triste e solo. Non è mai una buona idea chiuderti in te stesso e restare inerte in casa, con la tua noia e solitudine come se fossero le tue uniche amiche. In momenti come questi, prova a farti qualche domanda:

  • Vuoi affrontare il problema? Non esitare e FALLO ADESSO!
  • Come? Perchè non provi a uscire di casa per un po’ con la tua macchina fotografica?
  • Non hai la macchina fotografica? Prendi il cellulare e vai da qualche parte che non sia casa tua!

Non importa quello che userai, la cosa più importante è fotografare!

Passione per la fotografia

Scopri la gioia della fotografia

Non importa se hai una compatta, una reflex, un buon cellulare o altro, il tuo obiettivo è fotografare, ovunque tranne che a casa. Come ben sai, la fotografia è in molti casi una passione individuale, quindi, se tutti i tuoi amici sono impegnati in altro o non hanno tempo e te resti solo, perchè non provare? Molto meglio che lasciarti andare, non credi?

Prendi la tua macchina fotografica, prendi un treno o vai in macchina, o a piedi se vuoi, e cerca un posto a tuo piacimento. Avrai solo poche cose da fare:

  • cammina e scopri il posto, che tu lo conosca già o meno;
  • abbandonati in esso e dimentica i tuoi cattivi pensieri;
  • pensa solamente alle foto che vuoi scattare;
  • scatta una fotografia come l’hai pensata nella tua mente;
  • guardala e sii felice di essa;
  • scatta un’altra fotografia;
  • continua a scattarne altre;
  • impegnati a farne sempre di migliori!

Fotografare i dettagli

Non è difficile, non hai rischi da correre. Prenditi solo un po’ del tuo tempo e rilassati, vedrai i risultati: una volta a casa, potrai sfoggiare le tue nuove fotografie su Facebook, Instagram o ovunque vuoi; inoltre, fermati per un minuto e realizza che, a dirla tutta, la tua mente è completamente sgombera ed i tuoi cattivi pensieri scomparsi.

Ti sei sbarazzato dei tuoi problemi infatti, grazie alla passione per la fotografia. E se dovessero tornare? E se ti trovassi di nuovo nella stessa situazione? Non pensarci più di tanto e fallo di nuovo, non dimenticarlo mai!

Scrivere, per ricominciare

La grande importanza dello scrivere

Può succedere spesso, a ognuno di noi, di passare dei momenti difficili nella nostra vita qualsivoglia il motivo. Può succedere spesso, a ognuno di noi, di non saperne uscire. Sono momenti in cui siamo deboli, inermi e a volte anche suscettibili, e in momenti come questi il prendere per mano le proprie passioni può dare un aiuto di dimensioni smisurate: ciò che possiamo fare è prendere carta e penna o un computer e iniziare a scrivere.

La grande importanza dello scrivere

L’importanza dello scrivere, come rinascita

Scrivere può dare tanto, può far emozionare, può arricchire ancor più una passione già grande e, in tanti casi, può addirittura salvare la vita. Uno di questi casi è quello della giovane Serena Catalano, che ha sconfitto un grande male grazie alla sua passione per il cinema, per il quale ha iniziato a scrivere rendendolo una vera e propria ragione di vita con una determinatezza e una risolutezza estrema, fino al momento in cui la passione è diventata un lavoro e si è trasferita in Francia per trovare la svolta.

Caso isolato? Affatto, perchè quella di Serena è stata una vittoria grandiosa grazie alla voglia di non arrendersi, di lottare con tutta se stessa con la forza ritrovata malgrado il male: una forza che tutti possiamo trovare per reagire e prendere a calci i nostri demoni, di qualunque natura essi siano.

Quante volte trovandoti ad un passo dal baratro capisci di voler dare un’altra piega alla tua vita o di ritrovare ciò che ami davvero? Non è solo una questione di disoccupazione e di stare professionalmente fermi, ma di dare il giusto spazio a quello in cui credi veramente, esternando le tue emozioni e condividendole con gli altri. E’ proprio in quel momento che devi iniziare a scrivere, mettendoci del tuo e trasmettendo tutto ciò che senti dentro!

Scrivere, prima di tutto

Il futuro è sconosciuto e il cammino sarà ancora lungo, la meta sarà lontana ma non la raggiungerai mai se non fai il primo passo. Prendi la tua penna o il tuo computer ora e inizia a scrivere.

Qualcuno parla male o non ti da’ fiducia? FREGATENE! Qualunque cosa tu abbia nella testa, che sia una poesia, uno scherzo poetico, un racconto o addirittura un romanzo, un articolo per il tuo blog o da inviare ad una rivista che ti piace particolarmente, scrivila, condividila e appaga la tua mente!

Youtubers: un male necessario o evitabile?

Migliaia di youtubers alla ricerca del successo

 Secondo il noto semiologo/filosofo/scrittore, Umberto Eco, “I social networks hanno dato la parola a legioni d’imbecilli“… Come smentirlo? Basti pensare ai video realizzati dalla youtuber romana Martina Dell’Ombra, un escalation di luoghi comuni e puttanate, che ti fa chiedere se si è sotto l’effetto inconsapevole di qualche acido. C’è anche chi si convince che sia tutto costruito a tavolino e i video siano una parodia di un certo qualunquismo italico. Sta di fatto, però, che a me, personalmente, tali video non suscitano nessuna risata, ma solo tanto fastidio.

Così la maggior parte dei video presenti su Youtube, almeno quelli italiani. Non ne capisco il senso. Mi sembrano solo un vaniloquio di chiacchiere, senza capo né coda; un gioco a chi la spara più grossa, tanto per far parlare di sé; un voler sembrare a tutti i costi simpatici, ricorrendo a parolacce, rutti, peti e quant’altro, come nella migliore tradizione cinepanettoniana che si ricordi.

Migliaia di youtubers alla ricerca del successo

Youtubers: un male necessario o evitabile?

Forse, però, il più grande problema di questi video è che si somigliano tutti, salvo qualche rara eccezione: i ragazzi e le ragazze che li girano e caricano, prediligono, incautamente, il genere parodico, cadendo però nel grottesco spinto. Trovo che nessuno tra questi youtubers sia particolarmente bravo o abbia quel guizzo creativo capace di farti rimanere incollato al computer. Tutti raccontano una storia che, però, non avendo un canovaccio dietro, segue semplicemente il flusso di coscienza di chi la racconta, il quale, perdendosi in un mare di chiacchiere, annoia dopo cinque minuti dall’inizio della sua visione. Eppure, un seguito c’è. Ma da chi è composto?

Prevalentemente teenagers, che s’identificano in persone poco più grandi di loro. Agli adulti non interessa sapere su come non rimorchiare una ragazza o un ragazzo, a meno che gli adulti in questione non siano madre e padre e vogliano sapere perché il figlio è incollato al computer per la metà del tempo che passa a casa. Cosa che, magari, dopo la visione di uno dei suddetti video, rimane comunque un mistero. Ma, i giovani hanno bisogno di figure di riferimento e, quindi, poco importa se nella società 2.0 siano Leonardo De Carli o i Panpers o Favij. E’ il web, bellezza! Un web capace di creare mostri, con la personalità del mio pesce rosso e senza talento.

Ma come dicevo qualche eccezione c’è: come altro definire The Pills, The Jackal, Nirkiop o Yotobi, se non come youtubers una spanna sopra tutti gli altri, capaci di farti sorridere, ma di gusto?!? Ce ne fossero di youtubers così…

In fin dei conti, una soluzione a questo dilagante problema ci sarebbe: basterebbe educare i propri figli (ma anche se stessi) a un sapiente utilizzo di Internet, smettendo di regalare visualizzazioni a simili “artisti”. Anche perché così facendo, gli state dando i vostri soldi, oltre che il vostro tempo. Qualora poi non dovesse bastare non guardarli più, che gli si vieti l’utilizzo di videocamere o webcam. Ma questa è un’utopia e tale rimarrà nei secoli avvenire.

Gabriele Fortuna

Disoccupati ai fornelli con un corso di cucina

Disoccupati ai fornelli con un buon corso di cucina

Sopravvivere alla mancanza di lavoro con un corso di cucina è possibile… Leggete qua come…

Cosa fare una volta finita l’università? Quanti di noi se lo sono chiesti una volta preso il diploma di laurea (soprattutto se il diploma in questione riguarda le Lettere)? Bisognerebbe trovare un lavoro ma, ammettiamolo, di questi tempi è più semplice far passare un cammello per la cruna di un ago che essere stipendiati in maniera regolare. E allora perché, nel mentre che inviamo curriculum su curriculum, sperando che qualche santo ci prenda, non frequentiamo un bel corso di cucina base in modo che, pure se nel frigo c’è quasi il deserto dei tartari e nella credenza un pacco di pasta che è sul punto di fare le farfalle, almeno per una sera avremmo saputo arrangiarci e potremmo dire di essere sazi?

Disoccupati ai fornelli con un buon corso di cucina

Sopravvivere alla mancanza di lavoro con un corso di cucina

Quanti di noi indecisi sul da farsi, si sono ritrovati ad aprire la classica scatoletta di tonno, rischiando di mutilarsi? Quanti di noi volendo mettersi alla prova, non hanno quasi rischiato di dare fuoco a casa? A me è successo, non una sola volta… Ecco perché mi sono deciso a frequentare un corso che mi rendesse capace almeno ad accendere i fornelli. Vi racconto quindi la mia storia… Ho sempre avuto una passione per il cibo e mi ha sempre affascinato vedere mia nonna, mia madre preparare le pietanze con la scrupolosa attenzione di uno scienziato, ma anche con la semplice dimestichezza di una casalinga che ha appreso da tempo le basi del mestiere.

Ero stanco però di mangiare e basta… Volevo apprendere la sacra arte dei fornelli. Ho cominciato allora a guardare su Internet se ci fosse qualcosa che potesse fare al caso mio. Sareste veramente sorpresi nel constatare quanti corsi o lezioni singole di cucina vengano organizzati da scuole specifiche, ristoranti attrezzati per l’occasione o, addirittura, la Regione. E così aggirandomi tra un corso sul sushi e una lezione monotematica con oggetto l’asparago, mi sono trovato a scegliere fra tre corsi per principianti.

Cosa mi ha spinto a preferire uno agli altri due? Sicuramente tre fattori:

  • 1) Rapporto quantità/prezzo. Se si è alle prime armi, bisogna iniziare dall’ABC, come sapere, per esempio, quando salare l’acqua. Perciò, invece che seguire un corso da cinque lezioni a 250 €, seguitene uno da dieci allo stesso prezzo;
  • 2) Rapporto qualità/prezzo. Il programma offerto è molto importante. Preferitene uno dettagliato a uno confuso; preferitene uno che centri il vostro obiettivo a uno che vi faccia odiare lo spadellare e friggere le pietanze;
  • 3) Serietà. Molte associazioni improvvisano corsi senza però avere locali, strumentazioni adeguate e insegnanti capaci. Se non trovate recensioni sul Web, fareste bene a farvi un giretto sul luogo del delitto, prima d’iscrivervi e pentirvi.

Se farete attenzione a questi piccoli consigli, sarete più che soddisfatti. E soddisferete anche chi vi sta accanto. Penso non esista piacere più grande che sentire chiedervi il bis dalle persone a cui preparate da mangiare. D’altronde, come ho letto in una graphic novel dal titolo Acquolina-La mia vita tra i fornelli, “Il cibo è felicità, conforto, energia e – perché no? – un ottimo strumento di corruzione”.

Gabriele Fortuna

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