Professionale

Volontariato si? Volontariato no?

Fare volontariato, conta davvero?

Negli ultimi giorni, in particolare, un argomento sta infiammando la carta stampata e online: il volontariato. Discussioni sono esplose a seguito delle dichiarazioni pronunciate dal rapper Lorenzo Cherubini (a.k.a Jovanotti) che, partecipando a un incontro con gli studenti di Scienze Sociali dell’Università di Firenze, quindi sollecitato dalla domanda riguardante le possibilità di trovare impiego nel settore culturale al giorno d’oggi, ha invitato i giovani a lavorare come volontari, anche al fine di arricchire la propria esperienza, non solo lavorativa, ma anche personale.

Ora, lungi da me dal voler fare un comizio politico, cercherò di fare luce su tale attività e, magari, capire se vale la pena o no intraprenderla.

Fare volontariato, conta davvero?

VOLONTARIATO SI? VOLONTARIATO NO?

Anzitutto, chiariamo cosa s’intende per volontariato.

La pagina Wikipedia relativa a questa nozione riporta come essa sia un’attività di aiuto/sostegno messa in atto da soggetti privati e associazioni, generalmente non a scopo di lucro, per varie ragioni, che possono essere d’altruismo o interessi civici (per interessi civici, intendo anche attività di stampo culturale, per cui si presta il proprio aiuto a ONG o associazioni atte alla promozione e diffusione dell’arte nel mondo).

E Jovanotti faceva riferimento proprio alla cultura, quindi nulla a che vedere con lo scaricare le casse di frutta al mercato o lo stendere la malta sui muri nei cantieri. Peccato che riportasse l’esempio sbagliato, parlando di giovani incontrati nei festival dove aveva cantato, che lavoravano non riportando alcun compenso. Fattibilissimo, se non fosse che i biglietti dei festival in questione si pagano, e pure tanto. Perché quindi lavorare gratis a un qualcosa che genera profitti che basterebbero a coprire non solo i costi d’allestimento ma anche la manovalanza? Allora che la cultura non si paghi, garantendo lo stipendio a certi e negandolo ad altri. Scarichiamo la musica gratis ed entriamo ai concerti senza passare per i tornelli… Che ne dici, Jovanò?

E’ chiaro quindi che non esistono solo associazioni nate inseguendo uno scopo no profit, ma anche associazioni che s’approfit, nascondendosi dietro la bella facciata dell’esperienza.

Sicuramente, fare volontariato significa aggiungere un quid in più alla propria vita. E per quid intendo entrare in contatto con determinati mondi, allargare la propria cerchia di amici; inoltre, fa anche curriculum.

Divenite volontari, sceglietevi un tema che vi stia particolarmente a cuore, essendo però certi di potervi dedicare le proprie forze e risorse. Comunque, prima d’iniziare a lavorare (perché sempre di lavoro si tratta), informatevi sulla credibilità dell’azienda. Diffidate sempre, soprattutto se l’esperienza non l’avete. Il tempo è veramente prezioso, quindi spendiamolo bene, servendo ideali per cui valga veramente la pena rinunciare a un compenso!

Gabriele Fortuna

Curriculum europeo, 4 motivi per evitarlo

E' davvero così utile il Curriculum europeo

Qualche settimana fa abbiamo affrontato il tema del Curriculum Vitae, spiegando come scriverlo e come presentarlo. Abbiamo parlato di Curriculum online, infografica, Curriculum social e altri, ma non abbiamo affrontato uno dei più diffusi, il Curriculum europeo: sebbene sia largamente richiesto e utilizzato, ha diversi punti deboli per cui non è sempre consigliato adottarlo, ma anzi sarebbe meglio evitarlo.

E' davvero così utile il Curriculum europeo

4 motivi per evitare il Curriculum europeo

Quante volte esaminando un’inserzione avrai letto ‘si accettano solo Curricula in formato europeo‘ ? E’ una verità, ma purtroppo NON una buona verità. Il Curriculum europeo come la sua evoluzione Europass è un CV non adatto a tutti, ne’ dal punto di vista dei candidati ne’ da quello delle aziende che assumono. Non piace, ma continua ad essere utilizzato perchè è uno standard, dal sapore quasi masochistico. Sono 4 i maggiori punti di debolezza che minano la sua utilità:

Punto 1 – non mostra chi sei veramente

Con la sua austera struttura standard mira a uniformare, impedendo a chiunque la possibilità di distinguersi. Presentandoti in modo freddo e impersonale non mette in luce la tua vera personalità, le tue attitudini e le tue ambizioni, in quanto presentare solo le tue esperienze lavorative e la tua formazione non basta. In tanti ambienti specialmente creativi l’essere uniformi non aiuta ma al contrario penalizza. Questo standard non funziona, perchè il presentarti per ciò che sei davvero è fondamentale.

Punto 2 – è poco gestibile per i candidati

Con il suo formato unico e fisso rende difficile la sua compilazione in quanto, specialmente se sei alle prime armi e hai poca o nessuna esperienza lavorativa, tendi a lasciare vuoti dei campi o a riempirli con informazioni improvvisate o non veritiere. Questo fattore impedisce inoltre di mettere in risalto i tuoi punti di forza, che dovrai tralasciare per adeguarti ai campi da compilare.

Punto 3 – è poco funzionale per le aziende

Con un formato che presenta 1/3 di spazio di soli titoli, ti consente di compilarlo solo per i restanti 2/3 della pagina, il che lo rende particolarmente lungo in caso abbia intenzione di inserire molte informazioni e/o molte esperienze. Questo non giova le aziende, che avendo a che fare con montagne di lunghi Curricula impiegheranno molto più tempo per la selezione, durante la quale quelli in formato europeo potrebbero essere i primi ad essere scartati.

Punto 4 – è una convinzione italiana

Con la promessa di far trovare un posto di lavoro prima degli altri, il Curriculum europeo rappresenta un’ennesima convinzione italiana secondo la quale il ‘come si è sempre fatto‘ sia il modo migliore di fare le cose, dileggiando quindi le altre forme di CV che (fortunatamente) sono tanto in voga tra creativi, artisti e altre figure professionali. Considerando poi il fatto che fuori dall’Europa e anche in alcuni paesi europei non è visto di buon occhio, è un valido motivo per non presentarlo neanche in Italia.

Meglio scegliere un altro Curriculum?

A meno che non ti venga espressamente richiesto in un’inserzione a cui sei interessato, NON inviare un Curriculum europeo, bensì studia altri modi per presentarne uno, che sia un formato semplice o uno creativo. La cosa più importante qualunque tipologia sceglierai, specialmente se hai esperienze di lavoro saltuarie o sei stato fermo per molto tempo, è mettere in risalto il meglio di te così da farti notare.

Argomenti noiosi, come affrontarli?

Come rendere interessanti degli argomenti noiosi

Succede spesso nella mentalità di un blogger che si vada alla ricerca del post perfetto, in quanto chi lo crea vuole attirare visitatori, mentre chi lo legge ha bisogno di informazioni di qualità. E’ una verità, ma è anche vero che secondo uno studio della Blue Nile Research il 27% delle ricerche viene effettuato facendo una domanda: ecco che così anche argomenti noiosi hanno alti tassi di ricerca, è quindi importante renderli interessanti e coinvolgenti.

Come rendere interessanti degli argomenti noiosi

Come rendere interessanti degli argomenti noiosi

Tutorial e how-to nascono dall’esigenza di quel 27% di ricerche di avere risposte a specifiche domande, divenendo perciò fonti attendibili e di qualità rispondendo ad un determinato bisogno, ancor più se urgente o di nicchia. E’ altrettanto vero però che tali fonti presentino spesso argomenti noiosi, semplici, elementari e scritti oltretutto in modo dozzinale e particolarmente prolisso (come fare, come risolvere, come scaricare.. domande ripetute allo sfinimento) e quindi poco accattivanti da creare engagement o per essere condivisi sui social.

Ecco che nasce quindi, non solo per un buon posizionamento sui motori di ricerca ma anche per generare traffico qualificato e coinvolgimento, la necessità di rendere interessanti questi argomenti noiosi. Che sia un tutorial per risolvere un problema reale (giardinaggio, cucina, fai da te, ecc..) o una guida per un software o un problema informatico (eliminare un virus, ottimizzare un sito, modificare una foto, ecc..) è importante seguire alcune regole affinchè il nostro lavoro risulti affidabile e valido, ossia:

  • ascoltare il pubblico che fa domande commentando o scrivendoci, seguendo quindi eventuali feedback di qualunque natura essi siano;
  • creare sondaggi qualitativi e sugli argomenti affrontati, così da coinvolgere i lettori e capire le loro opinioni;
  • scrivere contenuti lunghi e dettagliati spiegando bene i passaggi e utilizzando immagini, oppure infografiche o filmati se disponibili;
  • riprendere e scomporre l’argomento in più post per approfondire ogni singolo aspetto;
  • menzionare esempi reali sull’argomento di riferimento, così che il contenuto sia anche informativo e istruttivo;
  • utilizzare il fattore quantitativo utilizzando numeri nel titolo ed evidenziandoli nel contenuto (es. 5 modi per….. );
  • pianificare ed essere costanti nella scrittura di contenuti per fidelizzare il pubblico.

Una buona scrittura per rendere interessanti i nostri contenuti

Il web offre opportunità per portare la propria conoscenza agli altri e accrescerla attraverso quella altrui, qualunque sia il nostro argomento è quindi importante valorizzare i nostri contenuti in modo costruttivo, per renderli interessanti e far si che si possa diventare, presto, un punto di riferimento.

Storytelling, l’esperienza di una storia

Storytelling, l'arte di raccontare

Nelle scorse settimane abbiamo parlato di scrittura per il web e di presenza online, di quanto sia importante essere coerenti in ciò che si fa, essere presenti e creare un certo legame con i nostri lettori, seguendoli e ascoltando le loro richieste. A tutto questo si unisce lo storytelling, cioè la capacità di narrare e raccontare una storia, facendo vivere un’esperienza e trasmettendo delle emozioni.

Storytelling, l'arte di raccontare

Trasmetti emozioni con lo storytelling

Tutti siamo capaci di scrivere qualcosa, è vero, ma non sempre di scrivere coinvolgendo e raccontando qualcosa che trasmetta emozioni. E’ proprio qui che entra in gioco lo storytelling, che porta al nostro lavoro una scrittura costruttiva, in grado di creare partecipazione emotiva da parte di chi ci legge. Deve nascere quindi un legame tra scrittore e lettore, così che si possa informare e contemporaneamente far vivere un’esperienza.

Affinchè questo avvenga, qualunque sia la natura della nostra storia (che sia una serata in un ristorante, le indagini di un delitto, un’epica battaglia medievale o si voglia semplicemente risolvere un problema reale) ci sono degli importanti punti da seguire nella narrazione:

  • dare fiducia al lettore facendoci conoscere;
  • colpire emotivamente con sensazioni umane (suspance, gioia, dolore, ecc..);
  • umanizzare i protagonisti dando loro aspetti riconoscibili nella vita reale;
  • creare empatia con situazioni reali, affinchè il lettore si immedesimi;
  • semplificare la storia liberandola da fronzoli vari ed elementi di disturbo;
  • far interpretare la storia al lettore a suo piacimento.

E’ ovvio, tuttavia, che tra le varie tensioni, suspance, colpi di scena ed emozioni resti sempre il fattore umano, in quanto ogni lettore è diverso dall’altro e può quindi avere reazioni differenti: proprio per questo diventa estremamente importante, anche in questo caso, settorializzare e scrivere le nostre storie in base a coloro che saranno i nostri lettori.

Come la storia può iniziare

Con gli anni e l’avvento dei social network lo storytelling ha avuto diverse evoluzioni, in quanto il web permette una migliore condivisione delle narrazioni. Un maggiore coinvolgimento quindi oltre che una maggiore visibilità, ma anche nuove forme, tra cui:

  • storytelling tutorial - mirato a risolvere uno specifico problema facendo da guida e dispensando consigli;
  • storytelling aziendale – basato sulla promozione di un brand o prodotto seguendo le regole di narrazione;
  • storytelling visuale – basato principalmente su foto, immagini e video di forte impatto visivo ed emotivo.

Non è facile, questo è vero, ma è un ottimo modo se non il migliore per guadagnare credibilità e affidabilità. Qualunque sia la tua idea inizia a scrivere la tua storia, armati di costanza, coerenza e di empatia, sii il primo ad immedesimarti nelle emozioni dei tuoi potenziali lettori, così che anche loro potranno immedesimarsi nelle tue e nella tua creazione.

Social network, vivili costruttivamente

Rete di contatti che i social network creano

Le scorse settimane abbiamo parlato di presenza online, di come crearla e come accrescerla attraverso strumenti e possibilità che il web ci offre ogni giorno: tra queste ci sono i social network, dei quali abbiamo già accennato qualcosa e di cui oggi vedremo il modo per viverli, qualunque cosa tu voglia realizzare, in modo costruttivo.

Rete di contatti che i social network creano

Crea la tua rete coi social network

Prima di metterci piede e iniziare il nostro lavoro, vediamo prima cosa è un social network: si tratta di una struttura informatica, accessibile tramite un sito, basata sulle relazioni sociali in cui ogni persona crea un proprio profilo e interagisce con quelli degli altri, qualunque sia la relazione esistente tra loro (amicizia, lavoro, diletto, gioco online, ecc..). Grazie a questa struttura è possibile conversare, esprimere opinioni, giocare, scambiarsi e condividere contenuti media e link; funzioni che con gli anni divengono sempre più efficienti.

Facebook, nato nel 2004 quando l’interattività del web era ancora in uno stadio embrionale, è sicuramente il social network più celebre, nonchè quello che ha rivoluzionato il modo di vivere le relazioni online.

Ma vediamo adesso come iniziare la tua avventura social, considerando sempre il tuo obiettivo (la passione che vuoi trasmettere, il tuo lavoro, ecc..). Indipendentemente dal social network scelto le prime cose che dovrai fare saranno:

  • creare un profilo utilizzando un indirizzo e-mail;
  • inserire una foto nel profilo che hai appena creato;
  • inserire informazioni biografiche e recapiti;
  • aggiungere contatti da subito per avere qualcuno che possa seguirti;
  • aggiungere persone che conosci nella vita reale se disponibili.

Primi passi che si baseranno comunque sulle tue scelte personali, sul tuo approccio al social e sul tuo stile comunicativo, in quanto ogni argomento necessita di tipologia di scrittura e di comunicazione differente. Ciò si radica ancora di più quando è proprio il social ad essere mirato ad una nicchia o un determinato target: ad esempio su Linkedin, social network per scopi lavorativi, non caricherai di certo tue foto in festa o mentre balli Gangnam Style.

Ma vediamo ora come proseguire con i due social più utilizzati e celebri, nonchè quelli su cui è presente FUNemployment:

  • Facebook – dopo aver creato il profilo e aggiunto le tue amicizie devi creare una pagina in modo simile a quello con cui hai creato il tuo profilo, scegliendo la sua natura, inserendo delle informazioni, caricando qualche foto, invitando gli amici del tuo profilo a mettere mi piace e poi facendo te lo stesso con altre pagine;
  • Twitter - il tuo profilo è la tua pagina, puoi quindi iniziare ad utilizzarlo seguendo altri profili e scrivendo qualcosa (nel limite dei suoi 140 caratteri), utilizzando le handle @ per menzionare gli altri e gli hashtag # per collegarti ad un determinato argomento, in modo da attirare subito l’attenzione e magari i primi follower.

Ad ognuno il suo social network

Hai posto ora le basi per lavorare sui tuoi social network, ma affinchè il tuo sia un lavoro pulito e ordinato hai bisogno di un altro importantissimo elemento: abbiamo già parlato di impegno e pazienza, ma altrettanto importante è la COERENZA.

Essere coerenti significa:

  • scrivere contenuti, caricare foto, condividere materiale altrui e seguire altri utenti/pagine che siano pertinenti al tema scelto, mentre allo stesso modo pertinenti dovranno essere i tuoi commenti su altre pagine;
  • essere presenti e seguire la tua presenza social, scegliendoti degli intervalli di tempo per presentare contenuti freschi e originali, ad esempio una o due volte a settimana, a seconda delle tue vicissitudini e del tuo seguito;
  • credere fermamente in ciò che fai e non lasciarti condizionare da niente e da nessuno.

I social network hanno rivoluzionato il web facendolo divenire alla portata di tutti, è quindi questa la tua occasione per farti vedere e non sprecarla.

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