Call center

Call center, i cattivi contro i buoni

Capire bene quale call center scegliere è estremamente importante

Disoccupazione, tema caldo quanto attuale. Anche nelle grandi città il lavoro latita e pur avendo la ferma volontà le possibilità disponibili sono scarse o nulle. Specialmente se non hai grande esperienza lavorativa non è facile trovare opportunità valide, ma ecco che puntualmente arriva l’occasione: ‘call center assume n. persone, inizio immediato anche senza esperienza‘ . E’ solo uno dei tantissimi annunci che si trovano per posti di lavoro in call center, ma cosa nascondono in realtà questi luoghi misteriosi? Sono bene o male? Capiamolo insieme.

Capire bene quale call center scegliere è estremamente importante

La verità dietro i call center

Puoi essere laureato con lode, master e quant’altro, ma se non trovi lavoro prima o poi ti ritrovi, forse anche per disperazione, a buttarti in uno dei tanti call center. Ne esistono sostanzialmente di due tipi:

 

Vendita, promozione e fidelizzazione

I primi sono paradossalmente tra le pochissime aziende a dare lavoro, promettendo posti facili anche senza esperienza. Ma la cosa è spesso una facciata in quanto in realtà, una volta dentro, ti ritrovi in un giro di schiavitù perverso se non illegale.

Stipati a fare un lavoro mentalmente usurante, è la schiavitù dei call center

Nel 95% dei casi, il call center di vendita presenta queste caratteristiche:

  • richiede 50-100-200 persone per volta cercando la cosiddetta carne da cannone, ossia persone facilmente rimpiazzabili in caso di licenziamento avendo scarsa considerazione delle loro vite in generale, sei in pratica un numero senza arte ne’ parte;
  • svolgi un lavoro estremamente ripetitivo e mentalmente logorante, cioè quello di chiamare a casa di privati (o cellulare) disturbando a qualunque ora possibile immaginabile dal lunedi al sabato a volte anche domenica, per millantare abbonamenti telefonici, televisivi o assicurativi, beni alimentari come olio, vino, surgelati o altro ancora, il tutto tra frustrazione estrema beccandoti parolacce e insulti a profusione, ma per i responsabili è tutto normale perchè ragionano su grandi numeri (come cantava Gianni Morandi, ..uno su mille ce la fa..);
  • non sei solo un numero come già detto ma diventi un vero e proprio automa, impossibilitato ad esternare le tue emozioni svolgendo quindi meccanicamente il tuo lavoro, spesso senza neanche rapporto umano coi colleghi, giudicato da tanti responsabili controproducente;
  • il tuo spazio di lavoro è ridotto all’osso in quanto sei stipato in un minuscolo cubicolo che non ti permette neanche di sistemarti con la sedia, e guai a te se provi ad alzarti o a toglierti la cuffia;
  • ti riempiono la testa di frasi motivazionali, per poi continuare a non avere la minima considerazione di te;
  • è un lavoro mirato solo ed esclusivamente al profitto, puoi essere presente tutti i giorni, essere corretto e diligente, ma se non vendi tutto ciò non conta nulla e vieni di conseguenza defenestrato;
  • se le cose vanno bene e si è ottenuto un buon risultato i meriti li prendono tutti, ma se le cose vanno male le colpe vanno solo ai dipendenti;
  • ti spetta uno stipendio misero basato sulle vendite effettuate e spesso senza neanche un fisso, ecco che quindi c’è il rischio di ritrovarti stanco, nervoso e frustrato senza portare neanche uno spicciolo a casa.

 

Interviste, sondaggi e ricerche

La disperazione può portarti a lavorare in un posto del genere, ma prova a guardare un po’ più in là e cercare lavoro in uno di quei call center che fanno ricerche e interviste. Per quanto possano sembrare simili, la musica cambia radicalmente.

Lavorare come intervistatore telefonico nei call center di ricerca

Un lavoro con CATI (computer-assisted telephone interviewing) presenta caratteristiche ben diverse dal suo rivale di vendita:

  • il numero di persone richieste e la frequenza di ricerca è minore, ma il lavoro che farai è maggiormente valorizzato, non sei quindi solo un numero;
  • seppur si tratti anche qui di effettuare telefonate in casa, a volte in orari un po’ scomodi, non devi vendere assolutamente nulla ma solo svolgere un’intervista su un preciso argomento, che può essere il consumo di benzina con l’automobile, il possesso di elettrodomestici in casa o altri ancora, sarà quindi molto più semplice trovare qualcuno che parli con te senza dover comprare nulla, contenendo così gli insulti ricevuti;
  • sebbene ci sia una scaletta da seguire in base al sondaggio da svolgere, puoi parlare più liberamente con l’intervistato senza puntare ad un preciso obiettivo (nell’altro caso la contrattazione), ma puoi al massimo andare veloce per terminare l’intervista qualora chi ti ascolta non abbia più tempo;
  • il tuo spazio di lavoro non è un ridotto cubicolo ma è spesso una scrivania più grande, che ti da’ maggiore possibilità di sistemarti;
  • il lavoro non è mirato al profitto ma al raggiungimento di un certo numero di interviste per concludere una ricerca di mercato, ma viene considerata anche la disponibilità e la tua effettiva presenza a lavoro, cosa che qui sei te a scegliere;
  • essendo un lavoro a progetto può avere una durata breve e il tuo stipendio sarà calcolato in base alla tua presenza, alle interviste completate o entrambe le cose, mentre se hai lavorato con correttezza e professionalità hai la possibilità di essere ricontattato per un progetto successivo.

Pensarci 10 volte prima di scegliere un call center, per non essere schiavizzati

In conclusione, sebbene non sia e non sarà mai il lavoro dei tuoi sogni, quello in un call center di sondaggi e ricerche è decisamente più umano e più corretto, con una mansione più informale e meno frustrante.

La disoccupazione richiede una reazione il prima possibile ma, come già detto parlando di lavoro sottovalutato, la dignità tua e del tuo lavoro hanno la priorità su ogni cosa. Ti serve un impiego? Ok, i call center danno lavoro anche subito, ma le differenze sono palesi, perciò scegli bene e pensaci almeno 10 volte prima di buttarti in un buco dove ti rubano anche l’aria che respiri!

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