Volontariato

Gamble your Chance, prima di partire

Quando ci metti tutto te stesso, tutto è possibile

Poche settimane fa si è parlato di SVE, di cos’è e di come si strutturano i suoi progetti, a chi è rivolto e quali sono i suoi obiettivi e benefici per i partecipanti. Un impegno che ti cambia la vita, che ti apre la mente e ti mette in contatto con nuove culture e stili di vita, quindi un’esperienza da fare, assolutamente.

Ora passiamo al sottoscritto, che vuole raccontare la sua storia. Sono stato selezionato per un importante progetto SVE Erasmus+ in Slovenia, più precisamente a Zagorje ob Savi, un piccolo paese vicino Lubiana: Gamble your Chance è promosso e ospitato dall’associazione slovena MC ZOS, mentre io sono stato inviato dall’associazione italiana Vicolocorto.

Progetto Gamble your Chance, promosso e ospitato da MC ZOS in collaborazione con Vicolocorto

Prima di iniziare il mio SVE con Gamble your Chance

Nel progetto Gamble your Chance collaborerò all’organizzazione di eventi nel territorio locale, come concerti e manifestazioni sportive, di attività informali per i giovani e per gli anziani come workshop vari e gruppi di interesse, nonchè sostegno motivazionale. Ci sarà logistica, lavoro individuale e di gruppo all’insegna dell’educazione non formale, per combattere tutti insieme le barriere sociali. Dico questo prima di partire, ma so che lì mi si aprirà un nuovo mondo, e sono pronto alla sfida!

Partecipare non è stato particolarmente difficile, ecco i passaggi affrontati:

  • ho inviato sul sito ufficiale dei progetti SVE un Curriculum Vitae in formato europeo e una breve lettera di presentazione, entrambi in inglese;
  • sono stato contattato dall’associazione ospitante slovena per un colloquio su Skype, sempre in inglese, in cui mi è stato spiegato il programma e gli obiettivi di Gamble your Chance;
  • ho avuto la conferma di essere stato accettato, sempre su Skype;
  • ho riempito un breve questionario riguardo la mia motivazione nei confronti del progetto;
  • ho scelto un’opzione di viaggio per raggiungere la zona, comprando poi i biglietti online (il costo sarà poi rimborsato) non appena ho avuto il via libera;
  • ho inviato l’apposita documentazione di progetto firmata a entrambe le associazioni.

Detto così sembra un po’ macchinosa come cosa ma non lo è, se la affronti con relax e con tranquillità non è affatto pesante.

Riguardo questo progetto sono estremamente motivato, determinato e pronto, in quanto la conversazione ed il rapporto umano sono sempre state cose in cui ho creduto fermamente. Sono pronto a dare un aiuto a chiunque ne richieda, ascoltare e dare consigli sempre in modo cordiale e positivo, perchè la positività porta altra positività, RICORDIAMOCELO!

Credo in questa nuova esperienza come condivisione di conoscenza, un modo per crescere umanamente oltre che professionalmente, perchè sono sicuro che sarà un’occasione per diventare una persona nuova, più aperta mentalmente, più saggia e più sciolta, maturando psicologicamente esplorando poi nuovi stili di vita e nuove culture. Il mio obiettivo? Aprire ancora di più la mia mente, pensando fuori dagli schemi che ci facciamo nella nostra vita.

Quando ci metti tutto te stesso, tutto è possibile

Gamble your Chance cambierà la mia vita e sono certo che al mio ritorno sarò un ragazzo nuovo, con la voglia di condividere le mie rinnovate conoscenze e raccontare le esperienze vissute.

Darò il meglio di me impegnandomi a fondo, sono pronto con tutto me stesso e non aspetto altro.

Alessandro Mariani

SVE, un’occasione per la vita

Cos'è lo SVE?

Qualche settimana fa si parlava di volontariato e di quanto sia giusto o meno lavorare gratis, adesso parliamo sempre di volontariato, ma in contesto decisamente diverso: parliamo di esperienze di volontariato all’estero.

E’ sempre un po’ traumatico uscire dalla nostra zona di comfort, ma se lo facciamo per una causa in cui crediamo fermamente il disagio non è poi così pesante: mentre ci si impegna in diversi ambienti imparando nuove lingue e scoprendo nuove culture, con lo SVE il volontariato diventa un’opportunità per crescere professionalmente nel mondo del lavoro, oltre ad essere una cosa che fa bene a noi stessi.

Cos'è lo SVE?

Crescita professionale e umana con lo SVE

Cos’è lo SVE? Il Servizio Volontario Europeo è un percorso professionale rivolto ai giovani dai 17 ai 30 anni, ai quali viene concesso di vivere all’estero fino a 12 mesi, collaborando con associazioni culturali in attività no profit, con costi di vitto, alloggio e viaggio coperti e anche un rimborso spese per la mansione svolta. Oltre a questo, lo SVE è un’ottimo modo per avere più consapevolezza nel mondo del lavoro, crescendo inoltre umanamente grazie allo stare in contatto con contesti sociali diversi dal tuo, imparando una nuova lingua, dando una mano a chi ha bisogno e aprendo quindi la tua mente.

Le attività che vengono svolte sono svariate, come ad esempio organizzazione eventi, attività ricreative, workshop vari, sostegno e assistenza per anziani, bimbi o disabili e altre ancora. In primis sono richieste poche cose:

  • un po’ di propensione al rapporto umano;
  • voglia di mettersi in gioco;
  • voglia di uscire dalla solita routine;
  • voglia di aprire la mente e pensare fuori dagli schemi;
  • masticare un po’ di inglese;
  • avere documenti di riconoscimento in regola;
  • mandare un CV e una lettera di presentazione in inglese sul sito ufficiale SVE al progetto che più ti interessa.

Il Servizio Volontario in Europa per crescere

L’inglese può rappresentare uno scoglio? Ti basta masticarlo un po’. Non aver paura di ciò, perchè nel corso dei vari progetti si terranno workshop sia per imparare la lingua locale che per imparare e migliorare il tuo inglese, ed ecco che lo SVE corre in tuo aiuto anche a livello linguistico.

Hai meno di 30 anni? Hai voglia di metterti in gioco e dare una svolta alla tua vita? Che tu stia studiando o abbia già un lavoro, l’esperienza SVE è da fare, non perdere l’occasione!

Volontariato si? Volontariato no?

Fare volontariato, conta davvero?

Negli ultimi giorni, in particolare, un argomento sta infiammando la carta stampata e online: il volontariato. Discussioni sono esplose a seguito delle dichiarazioni pronunciate dal rapper Lorenzo Cherubini (a.k.a Jovanotti) che, partecipando a un incontro con gli studenti di Scienze Sociali dell’Università di Firenze, quindi sollecitato dalla domanda riguardante le possibilità di trovare impiego nel settore culturale al giorno d’oggi, ha invitato i giovani a lavorare come volontari, anche al fine di arricchire la propria esperienza, non solo lavorativa, ma anche personale.

Ora, lungi da me dal voler fare un comizio politico, cercherò di fare luce su tale attività e, magari, capire se vale la pena o no intraprenderla.

Fare volontariato, conta davvero?

VOLONTARIATO SI? VOLONTARIATO NO?

Anzitutto, chiariamo cosa s’intende per volontariato.

La pagina Wikipedia relativa a questa nozione riporta come essa sia un’attività di aiuto/sostegno messa in atto da soggetti privati e associazioni, generalmente non a scopo di lucro, per varie ragioni, che possono essere d’altruismo o interessi civici (per interessi civici, intendo anche attività di stampo culturale, per cui si presta il proprio aiuto a ONG o associazioni atte alla promozione e diffusione dell’arte nel mondo).

E Jovanotti faceva riferimento proprio alla cultura, quindi nulla a che vedere con lo scaricare le casse di frutta al mercato o lo stendere la malta sui muri nei cantieri. Peccato che riportasse l’esempio sbagliato, parlando di giovani incontrati nei festival dove aveva cantato, che lavoravano non riportando alcun compenso. Fattibilissimo, se non fosse che i biglietti dei festival in questione si pagano, e pure tanto. Perché quindi lavorare gratis a un qualcosa che genera profitti che basterebbero a coprire non solo i costi d’allestimento ma anche la manovalanza? Allora che la cultura non si paghi, garantendo lo stipendio a certi e negandolo ad altri. Scarichiamo la musica gratis ed entriamo ai concerti senza passare per i tornelli… Che ne dici, Jovanò?

E’ chiaro quindi che non esistono solo associazioni nate inseguendo uno scopo no profit, ma anche associazioni che s’approfit, nascondendosi dietro la bella facciata dell’esperienza.

Sicuramente, fare volontariato significa aggiungere un quid in più alla propria vita. E per quid intendo entrare in contatto con determinati mondi, allargare la propria cerchia di amici; inoltre, fa anche curriculum.

Divenite volontari, sceglietevi un tema che vi stia particolarmente a cuore, essendo però certi di potervi dedicare le proprie forze e risorse. Comunque, prima d’iniziare a lavorare (perché sempre di lavoro si tratta), informatevi sulla credibilità dell’azienda. Diffidate sempre, soprattutto se l’esperienza non l’avete. Il tempo è veramente prezioso, quindi spendiamolo bene, servendo ideali per cui valga veramente la pena rinunciare a un compenso!

Gabriele Fortuna

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